La rinite allergica è la forma più comune di rinite, cioè di infiammazione delle mucose nasali, di origine non infettiva. Rappresenta una delle malattie croniche più comuni a livello globale.
Non è una malattia grave, ma è capace di compromettere la qualità della vita perché ostacola il riposo notturno e condiziona in maniera negativa l’apprendimento scolastico, le prestazioni lavorative e anche la vita sociale.
Approfondiamo le cause principali di questa malattia, i sintomi tipici, le opzioni disponibili per alleviarli, con un’attenzione particolare a quelle non farmacologiche, oltre alle strategie da attuare a scopo preventivo.
Cos’è la rinite allergica e quali sono le sue cause principali
La rinite allergica è una malattia infiammatoria della mucosa nasale che può essere scatenata dall’inalazione di sostanze, definite allergeni, per molti innocue ma che in alcune persone, invece, sono in grado di scatenare una risposta anomala da parte del sistema di difesa dell’organismo, nota come reazione allergica.
Chi è più a rischio di sviluppare una rinite allergica? Esiste una componente genetica di familiarità, per cui avere un genitore o un fratello che soffre di rinite allergica o, più in generale, di allergie, rende più probabile ammalarsi a propria volta. Anche soffrire già di asma o dermatite atopica sembra aumentare il rischio. Ad accrescere la possibilità di ammalarsi possono poi contribuire anche fattori ambientali come, per esempio, l’esposizione prolungata, tanto più se nei primi anni di vita, ad aria inquinata da sostanze irritanti per la mucosa nasale, come il fumo.
Il primo contatto tra l’allergene e il sistema immunitario di un soggetto predisposto a sviluppare l’allergia determina un processo di sensibilizzazione: l’organismo, cioè, reagisce all’allergene come se fosse un nemico, producendo specifici anticorpi per combatterlo, chiamati immunoglobuline E (IgE), che vanno a legarsi ad alcune cellule immunitarie, i mastociti. A un successivo contatto con lo stesso allergene, le IgE spingono i mastociti a liberare alcune sostanze tra cui l’istamina, che determina la reazione allergica, caratterizzata da infiammazione delle mucose nasali, produzione di muco in eccesso e i sintomi che ne derivano.
Gli allergeni più spesso responsabili di rinite allergica comprendono:
- pollini prodotti da alberi ed erbe (per esempio graminacee, parietaria, betullacee ecc.)
- acari della polvere
- spore di muffe e funghi
- peli ed epiteli di animali (più spesso l’allergia è scatenata non tanto dalla pelliccia ma da frammenti di pelle o proteine presenti nella saliva e nelle urine che possono rimanere su di essa).
Alcuni allergeni sono presenti tutto l’anno, come gli acari della polvere, mentre ad esempio i pollini hanno una loro stagionalità, che varia a seconda del tipo di pianta, ma che si concentra spesso in primavera e in estate.
Sintomi della rinite allergica e come riconoscerli
Tipicamente i sintomi della rinite allergica, che compaiono subito dopo l’esposizione all’allergene e permangono finché tale esposizione dura, comprendono:
- rinorrea, ovvero naso che cola, con secrezione sottile e acquosa, talvolta anche retronasale (cioè con gocciolamento in gola)
- congestione nasale (naso chiuso)
- starnuti
- prurito al naso, al palato, alla gola
- difficoltà a respirare
- spossatezza.
In molti casi ai sintomi nasali si associano sintomi oculari come lacrimazione, prurito e rossore agli occhi.
Tradizionalmente si è sempre distinto tra allergie stagionali e perenni, in base alla durata dei sintomi, ma questa suddivisione non tiene conto di quei soggetti che sono sensibilizzati sia ad allergeni stagionali sia ad allergeni perenni e che quindi possono avere una rinite cronica con periodiche riacutizzazioni.
Per questo oggi si preferisce distinguere, in base alla frequenza dei sintomi, tra rinite allergica:
- persistente, quando la sintomatologia dura più di 4 settimane o più di 4 giorni a settimana
- intermittente, quando i sintomi durano meno di 4 settimane e meno di 4 giorni a settimana.
In base poi alla gravità dei sintomi si distingue tra forme lievi, che non compromettono il sonno, il lavoro, la scuola, e forme da moderate a gravi che, invece, vanno a disturbare le attività quotidiane e/o il riposo notturno e interferiscono con la qualità della vita.
I sintomi della rinite allergica sono in genere ben riconoscibili: un comune raffreddore, per esempio, pur avendo una sintomatologia sovrapponibile, si differenzia solitamente per la secrezione più densa e giallastra e anche per la durata, perché tende a risolversi nell’arco di una settimana.
Per accertare che si tratti effettivamente di una rinite di origine allergica è meglio rivolgersi al medico, che potrà basarsi sui sintomi e sulla storia clinica della persona ma anche richiedere test allergologici per identificare con maggior precisione l’allergene implicato, aspetto importante per la successiva gestione della malattia.
Rimedi non farmacologici per alleviare i sintomi della rinite allergica
I principali trattamenti non farmacologici della rinite allergica includono:
- misure di evitamento degli allergeni
- lavaggi nasali con soluzione salina isotonica, che igienizza a fondo le cavità nasali, liberandole dagli allergeni, o ipertonica, che in aggiunta aiuta a ripristinare la pervietà delle vie aeree superiori e facilita la respirazione in caso di congestione nasale.
Le misure di evitamento, che saranno approfondite nel paragrafo relativo alla prevenzione, possono essere sufficienti per gestire le forme di rinite più lievi e possono ridurre la serietà delle forme più gravi oltre che diminuire il ricorso ai farmaci. È fondamentale, però, che gli allergeni responsabili della reazione siano stati identificati e, anche in questo caso, il controllo dell’ambiente può richiedere settimane o mesi prima di produrre effetti benefici.
Come già accennato, i lavaggi nasali risultano particolarmente utili per alleviare i sintomi della rinite allergica perché, lavando le cavità nasali con una soluzione salina isotonica (cioè con una concentrazione di sale simile a quella dei liquidi corporei), concorrono alla rimozione locale di allergeni, secrezioni in eccesso e germi, mentre, mediante soluzioni saline ipertoniche (con una concentrazione di sale leggermente maggiore di quella presente nei fluidi corporei) esercitano anche attività decongestionante sulla mucosa.
Si trovano in commercio pratici flaconcini monouso contenenti soluzioni saline isotoniche o ipertoniche pronte all’uso, che quindi evitano il rischio di contaminazioni. Inoltre, sono spesso dotati di un meccanismo a soffietto che li rende facili da usare anche fuori casa, seguendo le indicazioni d’uso presenti sui foglietti illustrativi.
In caso di congestione nasale possono essere utili anche dispositivi in gocce o spray in grado di fluidificare le secrezioni nasali e favorire la respirazione, contenenti per esempio il resveratrolo.
Trattamenti farmacologici e immunoterapia per la rinite allergica
Esistono diverse classi di farmaci indicate per il trattamento dei sintomi della rinite allergica, il cui impiego varia in base alla gravità e alla durata degli stessi.
I farmaci maggiormente impiegati rientrano nelle seguenti classi:
- antistaminici, sia da assumere per bocca sia topici, che agiscono bloccando l’azione dell’istamina
- corticosteroidi in spray nasali, che hanno una potente azione antinfiammatoria che riduce i sintomi.
Nelle forme più severe o che non rispondono alla terapia con un singolo farmaco, può essere utilizzato un corticosteroide topico in associazione con un antistaminico, orale o topico, per ottenere un più rapido sollievo dai sintomi.
Altre opzioni farmacologiche includono i decongestionanti nasali a base di principi attivi con azione vasocostrittrice (da aggiungere agli altri farmaci solo per un breve periodo di tempo) e gli antagonisti dei leucotrieni (che bloccano gli effetti di queste sostanze, che sono rilasciate durante la reazione allergica).
Se la rinite allergica non riesce ad essere controllata adeguatamente con i farmaci può essere valutato il ricorso all’immunoterapia allergenica o, più correttamente, allergene-specifica, che rappresenta attualmente l’unico trattamento che va ad agire sulle cause delle allergie respiratorie. In pratica consiste nella somministrazione (per via sottocutanea o sublinguale) di dosi crescenti dell’allergene responsabile della reazione allergica, per ridurre la reattività allo stesso. È un trattamento capace di indurre un beneficio duraturo anche dopo la fine del trattamento stesso, ma che può essere praticato solo in presenza di una diagnosi ben precisa e richiede tempi lunghi.
Come prevenire la rinite allergica: consigli pratici
Evitare di sviluppare la rinite allergica se si è predisposti non è di fatto possibile, ma si può provare a prevenire le successive manifestazioni e riacutizzazioni cercando di ridurre l’esposizione all’allergene o agli allergeni responsabili della propria reazione allergica (che ovviamente devono essere noti).
Vediamo brevemente come comportarsi per ridurre l’esposizione in particolare a polvere e pollini.
Per contrastare gli acari della polvere può essere utile:
- tenere l’ambiente domestico il più possibile pulito, per esempio utilizzando un aspirapolvere potente e dotato di filtro ad alta efficienza (HEPA) e lavando regolarmente, meglio se a temperatura superiore ai 60°, cuscini, peluche, tende e biancheria di casa
- detergere le superfici con panni umidi per non sollevare la polvere
- evitare, se possibile, tappeti e moquette, soprattutto in camera da letto
- cercare di mantenere il tasso di umidità domestico sotto il 60% per sfavorire la replicazione degli acari
- utilizzare fodere antiallergiche per materassi e cuscini.
Nel caso di allergia ai pollini, invece, è consigliabile, in particolare nella stagione di maggior pollinazione della/e piante cui si è allergici:
- evitare di stare all’aperto a lungo, tanto più nelle giornate di bel tempo e ventose
- quando si sta all’aperto indossare occhiali da sole
- avvalersi dei “bollettini dei pollini”, servizi di monitoraggio della diffusione e della concentrazione di pollini nell’aria nella propria area, in genere consultabili online (per esempio sul sito dell’Associazione Italiana di Aerobiologia, www.ilpolline.it)
- evitare di girare in auto con i finestrini abbassati
- montare sulla propria auto un filtro antipolline e sottoporlo a regolare manutenzione
- aerare gli ambienti domestici solo brevemente, evitando i momenti di picco di polline nell’aria (metà mattina e prima serata)
- evitare di avvicinarsi a prati appena falciati e di fare escursioni in zone particolarmente ricche di piante ed erbe
- non stendere la biancheria all’aperto
- dopo essere stati all’aperto, fare la doccia, lavare i capelli e cambiare i vestiti, soprattutto prima di coricarsi.
Quando consultare uno specialista
Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, è sempre consigliabile rivolgersi al medico quando i sintomi compaiono per la prima volta per accertare che si tratti effettivamente di rinite allergica e individuare gli allergeni scatenanti.
Inoltre, è bene rivolgersi al medico se:
- i sintomi peggiorano nel tempo
- oltre alla rinite è presente anche asma e i suoi sintomi tendono a peggiorare
- la rinite influisce negativamente sul riposo notturno e sulla qualità di vita
- i trattamenti suggeriti dal farmacista non risultano efficaci.