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Raffreddore: sintomi, cause e soluzioni

Cos’è il raffreddore, come si trasmette, quali sono i sintomi e come alleviarli.
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Uno starnuto, il naso che cola, la sensazione di bruciore alla gola: è così che spesso si preannuncia il raffreddore comune, un’infezione delle alte vie respiratorie che può essere causata da più di 200 virus differenti. Sebbene il termine raffreddore faccia pensare che questo disturbo sia conseguenza dell’esposizione al freddo, in realtà non è così. È vero invece che la maggior parte dei virus che causano il raffreddore, tra cui spiccano i rhinovirus, sono stagionali e circolano di più durante l’autunno e l’inverno.

Cos’è il raffreddore e quali sono le sue cause principali

Il raffreddore si manifesta soprattutto nei mesi freddi non solo per la maggior circolazione di virus stagionali, ma anche perché in questo periodo si trascorre più tempo in ambienti chiusi, specie nelle aule scolastiche, a contatto con altre persone, facilitandone così la trasmissione. Inoltre, sembrerebbe esistere una relazione con la maggiore sensibilità dell’apparato respiratorio ai microbi a causa della scarsa umidità dell’aria che ne facilita la propagazione attraverso le goccioline di saliva emesse dai malati con la respirazione, gli starnuti o la tosse, che si disperdono più lontano e restano sospese nell’aria più a lungo.

Sintomi più comuni del raffreddore e come riconoscerli

I sintomi del raffreddore, di solito, si manifestano gradualmente a distanza di qualche giorno dal contagio e comprendono:

  • starnuti frequenti
  • naso che cola
  • naso chiuso (congestione nasale)
  • mal di gola
  • tosse, che all’inizio appare secca, per poi diventare più catarrosa (a causa delle secrezioni che dal naso scendono in gola)
  • voce rauca
  • malessere generale.

In alcuni casi questi sintomi possono essere accompagnati anche da febbre, mal di testa e dolori muscolari.

Non di rado capita che il raffreddore venga scambiato per influenza, la quale però causa sintomi più pronunciati, come febbre alta, brividi, dolori muscolari e articolari, che esordiscono in modo brusco.

Come si trasmette il raffreddore: modalità di contagio

La trasmissione dei virus del raffreddore avviene per via aerea: starnuti, tosse e gocciole di saliva permettono il passaggio diretto dei virus da un organismo all’altro. Il contagio però avviene anche in maniera indiretta, per esempio dando la mano o manipolando oggetti contaminati, in quanto questi virus sopravvivono nell’ambiente per circa 24 ore. Una volta penetrato nella mucosa, il virus inizia a replicarsi. Per i primi due giorni i sintomi sono pressoché assenti, ma poi il sistema immunitario si attiva per contrastare l’infezione virale, si sviluppa uno stato infiammatorio e appaiono i primi disturbi, in particolare bruciore diffuso a naso o gola.

Fattori di rischio del raffreddore

I fattori che predispongono allo sviluppo del raffreddore comune sono numerosi e legati a stile di vita, esposizione ai virus, stress, età, stato di salute generale ecc. I principali sono:

  • affollamento, in quanto i virus respiratori si trasmettono più facilmente in luoghi affollati come scuole, cinema o mezzi pubblici
  • età, in quanto neonati e anziani sono le categorie più vulnerabili, complice un sistema immunitario ancora in via di sviluppo nei piccoli e un’immunità debole negli anziani, che oltretutto li espone a un maggior rischio di complicazioni
  • stress e fumo, in quanto il primo, se prolungato, indebolisce il sistema immunitario, mentre il secondo, danneggiando le vie respiratorie, aumenta il rischio di infezioni
  • sonno, in quanto alcuni studi suggeriscono che dormire meno di sette ore aumenti il rischio di sviluppare il raffreddore, mentre un sonno di qualità è legato a un sistema immunitario più forte e quindi a una minore suscettibilità ai virus
  • stagione, in quanto, come già accennato, il raffreddore è più comune in autunno-inverno.

Accanto a questi fattori di rischio, ci sono anche alcuni fattori protettivi, come una dieta sana ed equilibrata e l’esercizio fisico regolare, che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario.

Soluzioni farmacologiche e non per alleviare i sintomi

La completa guarigione dal raffreddore avviene di norma in 5-10 giorni. In prima battuta si raccomanda sempre si assicurarsi un riposo adeguato e di bere molti liquidi (acqua, tisane, brodo di pollo ecc.) per reintegrare quelli persi con l’aumento della sudorazione e la rinorrea.

Non esistono cure specifiche, ma alcune soluzioni non farmacologiche e alcuni farmaci possono alleviarne i sintomi e ridurre il rischio di complicazioni.

Tra i farmaci più utilizzati rientrano gli antinfiammatori e i decongestionanti, che favoriscono un restringimento dei vasi della mucosa nasale, dando un immediato sollievo. Tuttavia, è bene seguire le indicazioni del medico e non esagerare per non avere un peggioramento del raffreddore.

Per combattere la congestione nasale, soprattutto nei bambini che non riescono a soffiare bene il naso, ma anche negli adulti, sono utili i lavaggi nasali con soluzioni ipertoniche, meglio se in formulazione monodose per una maggiore praticità e una maggiore igiene. I lavaggi favoriscono la rimozione meccanica delle secrezioni nasali, aiutano a ripristinare la pervietà delle vie aeree superiori e riducono la sensazione di fastidio e bruciore.

Per favorire il benessere del naso e delle prime vie respiratorie si può contare anche su dispositivi medici sotto forma di spray o gocce a base di sostanze come il resveratrolo. La loro azione favorisce la fluidificazione delle secrezioni nasali e la loro rimozione, facilitando la respirazione.

Come prevenire il raffreddore: consigli pratici e regole d’igiene

Per la prevenzione del raffreddore bisogna lavorare soprattutto sul fronte dell’igiene, lavandosi spesso le mani ed evitando lo stretto contatto con le persone raffreddate. Inoltre, possono essere utili integratori alimentari che contengono ingredienti che contribuiscono alla normale funzionalità del sistema immunitario come zinco e vitamina C.

Complicazioni possibili: quando consultare il medico

In genere il raffreddore è lieve e di breve durata per cui non occorre consultare il medico. Tuttavia se i sintomi persistono, peggiorano o insorgono difficoltà respiratorie è necessario consultare il proprio medico di famiglia o, nel caso di bambini, il pediatra. Maggiore attenzione al quadro clinico generale è fondamentale anche qualora si abbia a che fare con individui fragili perché molto piccoli o anziani oppure per la presenza di importanti patologie croniche.

Le complicanze più tipiche del raffreddore sono legate all’espansione dell’infezione ai seni nasali (con il possibile sviluppo di una sinusite), alle orecchie (con conseguente otite media) e al torace (con lo sviluppo di bronchite e talora polmonite). In questi casi spesso si assiste a una sovrainfezione batterica che può rendere necessario il ricorso agli antibiotici, al contrario non indicati nelle infezioni puramente virali, come il raffreddore comune o la stessa influenza.

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