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Influenza stagionale: sintomi, prevenzione e come rafforzare le difese

Distinguere influenza da raffreddore e come proteggersi durante la stagione influenzale.
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All’arrivo del periodo influenzale tosse e febbre sono in agguato. In effetti, l’influenza stagionale è molto contagiosa e colpisce, ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo.

Ma come distinguere raffreddore e influenza? E quali sono le soluzioni non farmacologiche contro l’influenza e quelle utili per la prevenzione dei malanni di stagione?

Cos’è l’influenza stagionale e come si manifesta

L’influenza stagionale è una malattia respiratoria che, alle nostre latitudini, colpisce durante il periodo invernale, manifestandosi con almeno un sintomo respiratorio associato ad almeno un altro malessere generale, come dolori muscolari o mal di testa.

Purtroppo i casi in cui si sviluppano complicanze gravi non mancano. Da questo punto di vista, le categorie più a rischio sono gli over 65 e chi vive in RSA, i bambini di età inferiore ai 5 anni, le gestanti oltre il terzo mese di gravidanza, chi convive con malattie croniche o con un sistema immunitario compromesso e le persone fortemente obese (con indice di massa corporea maggiore o uguale a 40).

Le principali cause dell’influenza stagionale e come si trasmette

A causare l’influenza stagionale sono virus che infettano i tessuti del naso, della gola e dei polmoni.

Le due cause principali sono i virus dell’influenza di tipo A e di tipo B, ma ne esistono anche altri due tipi: il tipo C e il tipo D:

  • i virus di tipo A infettano sia l’essere umano sia alcuni animali
  • i virus di tipo B infettano solo l’essere umano
  • i virus di tipo C hanno una scarsa rilevanza clinica, in genere danno infezioni asintomatiche o con sintomi simili a quelli del comune raffreddore
  • i virus di tipo D, scoperti più recentemente, infettano suini e bovini, mentre la possibilità che infettino l’essere umano è ancora in dubbio.

Questi virus si trasmettono principalmente per via aerea, diffondendosi molto facilmente all’interno di gocce di saliva che vengono immesse nell’ambiente da chi è influenzato, attraverso tosse e starnuti o anche semplicemente parlando. Per questo è facile prendere l’influenza quando si frequentano luoghi affollati, ancor più se si tratta di ambienti chiusi e con poco ricircolo di aria.

Un’altra possibile modalità di trasmissione è il contatto con superfici o oggetti contaminati: la fonte del virus sono comunque le goccioline di saliva immesse nell’ambiente da chi è influenzato, che depositandosi sulle superfici e sugli oggetti possono essere inconsapevolmente raccolte dalle mani che, portate agli occhi, al naso o alla bocca, diventano il veicolo per il contagio.

Sintomi influenzali più comuni e come distinguerli

I sintomi influenzali più comuni includono:

  • naso chiuso o che cola
  • tosse
  • starnuti
  • mal di gola
  • mal di testa
  • stanchezza
  • febbre
  • brividi
  • dolori muscolari.

Nausea, vomito e diarrea sono più comuni fra i bambini. In molti casi, però, i sintomi gastrointestinali indicano un’infezione che, nonostante venga comunemente definita “influenza intestinale”, non è causata dai virus influenzali.

Rispetto ai sintomi del comune raffreddore, quelli dell’influenza sono in genere più severi.

Attualmente in Europa per riconoscerli ci si basa sulla definizione di Ili (Influenza Like Illness), secondo cui si può parlare di sindrome simil-influenzale quando compare improvvisamente e rapidamente almeno un sintomo generale (febbre o febbricola, malessere o spossatezza, mal di testa o dolori muscolari) e almeno un sintomo respiratorio (tosse, mal di gola o respiro affannoso).

Soluzioni farmacologiche e non per l’influenza stagionale

Nella maggior parte dei casi l’influenza stagionale può essere affrontata naturalmente con riposo associato a un’adeguata idratazione, cercando eventualmente di alleviare con medicinali da banco sintomi come tosse, congestione, dolori e febbre.

Per alleviare febbre e dolori il medico può consigliare farmaci a base di paracetamolo o di ibuprofene. Spetta sempre al medico stabilire se può essere utile assumere farmaci antivirali: in genere questi medicinali vengono prescritti solo in soggetti con forme influenzali molto gravi o a rischio di svilupparle ed è essenziale assumerli entro 48 ore dall’inizio della malattia.

Per combattere la congestione nasale, soprattutto nei bambini che non riescono a soffiare bene il naso, ma anche negli adulti, sono utili i lavaggi nasali con soluzioni ipertoniche, che favoriscono la rimozione meccanica delle secrezioni nasali, ripristinando così la pervietà delle cavità nasali e facilitando la respirazione. I lavaggi possono essere effettuati con pratici flaconcini monouso, che riducono il rischio di contaminazione.

Per favorire il benessere del naso e delle prime vie respiratorie si può contare anche su dispositivi medici sotto forma di spray o gocce a base di sostanze come il resveratrolo. La loro azione favorisce la fluidificazione delle secrezioni nasali, alleviando rinorrea e congestione nasale.

Come rafforzare il sistema immunitario per prevenire l’influenza

Ancor prima di trattare l’influenza, è fondamentale impedire al virus di avere la meglio cercando di rafforzare le difese immunitarie.

In primo luogo, quello che si può fare per avere un sistema immunitario forte è seguire uno stile di vita sano:

  • non fumare
  • garantirsi un riposo adeguato
  • ridurre lo stress
  • mantenere il peso nella norma
  • praticare un’attività fisica regolare
  • se si bevono alcolici, limitarsi a un consumo moderato
  • seguire un’alimentazione equilibrata che riesca a soddisfare il fabbisogno di nutrienti alleati del buon funzionamento del sistema immunitario, come la vitamina C e D e lo zinco.

In particolare, è raccomandato un consumo adeguato di frutta e verdura che, oltre a micronutrienti come la vitamina C, forniscono anche fibre e antiossidanti naturali. In caso di carenza o di aumentato fabbisogno di alcuni nutrienti, può essere utile ricorrere a integratori contenenti per esempio il resveratrolo, che ha un’azione antiossidante, l’arginina, un aminoacido essenziale per la crescita dei bambini, il betaglucano, un polisaccaride purificato, e la vitamina C, che contribuisce a ridurre la stanchezza e l’affaticamento, a proteggere le cellule dallo stress ossidativo e, insieme allo zinco e alla lattoferrina, a supportare la funzione immunitaria.

L’importanza del vaccino antinfluenzale e quando farlo

Il vaccino antinfluenzale è l’arma più efficace per prevenire l’influenza. A trarre maggiori benefici dall’utilizzo di questo strumento di prevenzione sono le persone con malattie croniche, le donne in gravidanza, i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, gli anziani e gli operatori sanitari.

La sua composizione viene aggiornata ogni anno sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che tiene conto dei ceppi virali in circolazione.

Attualmente esistono due modalità di somministrazione:

  • lo spray nasale, adatto dai 2 ai 49 anni, ma non per le donne in gravidanza
  • il vaccino da somministrare mediante iniezione, adatto a partire dai 6 mesi di vita.

Consigli pratici per prevenire i malanni durante la stagione influenzale

I virus dell’influenza possono resistere molto a lungo nell’ambiente. Per questo, oltre alla vaccinazione, anche alcuni accorgimenti pratici possono aiutare a evitare l’influenza stagionale e a prevenirne la diffusione:

  • curare l’igiene personale lavandosi le mani spesso e accuratamente
  • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca
  • evitare il contatto con persone influenzate
  • tossire coprendo naso e bocca
  • curare l’igiene di superfici e oggetti
  • aumentare la ventilazione degli ambienti
  • quando si frequentano ambienti affollati indossare mascherine che blocchino il passaggio dei virus
  • se ammalati, rimanere a casa dal lavoro o dalla scuola e limitare i contatti con altre persone.

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