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Allergie respiratorie: cause, sintomi e come prevenirle

Le allergie respiratorie sono molto comuni. Ecco cause, sintomi, test e strategie per prevenirle.
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Le allergie respiratorie sono fra le più frequenti forme di allergie in tutto il mondo. Il loro impatto sulla qualità della vita è notevole; per questo sapere come gestirle e, ancor meglio, prevenirne i sintomi è molto importante.

Fortunatamente, le soluzioni non mancano. Ma partiamo dalle basi: da cosa dipendono? E come possiamo riconoscerle? Scopriamolo insieme.

Cos’è l’allergia respiratoria e quali sono i sintomi principali

Le allergie respiratorie sono il risultato di una risposta immunitaria inappropriata (potremmo dire “esagerata”) nei confronti di molecole (gli allergeni) che vengono inalate. Questa risposta può scatenare sintomi respiratori, e non solo: prurito a naso e occhi, starnuti, naso che cola e ostruzione di entrambe le narici, aumento della lacrimazione e crisi asmatiche.

Una delle manifestazioni più diffuse di allergia respiratoria è la rinite allergica, che è caratterizzata da sintomi alle vie respiratorie superiori: naso che cola e congestionato, gocciolamento retronasale, starnuti e prurito.

L’asma è invece caratterizzato da tosse, fiato corto, respiro sibilante e sensazione di tensione o pressione al petto.

Infine, le allergie respiratorie possono causare anche congiuntivite allergica, caratterizzata da una lacrimazione acquosa e trasparente che riguarda entrambi gli occhi e che può eventualmente portare alla formazione di crosticine al risveglio.

Cause delle allergie respiratorie

Gli allergeni respiratori sono piccole molecole presenti nell’ambiente con cui si può entrare in contatto tra le mura domestiche, sul posto di lavoro o facendo una passeggiata all’aperto, durante tutto l’anno o, nel caso degli allergeni stagionali, solo in alcuni mesi.

Fra i più comuni sono inclusi acari della polvere, pollini e muffe, alcune proteine presenti nella forfora, nella saliva e nei peli di animali domestici (gatti, cani, ma anche criceti, conigli e cavalli), le spore dei funghi e centinaia di sostanze che si possono incontrare nell’ambiente lavorativo (per questo dette “allergeni professionali”), come la polvere del legno.

Queste molecole attivano il sistema immunitario, che reagisce producendo particolari anticorpi (le immunoglobuline E, o IgE). L’interazione tra gli allergeni e le IgE scatena una reazione infiammatoria che si manifesta con i sintomi dell’allergia respiratoria.

L’aria inquinata può aggravare la situazione, aumentando i sintomi delle allergie respiratorie.

Test diagnostici per le allergie respiratorie: prick test e altri esami

La diagnosi si basa sull’analisi dei sintomi e della loro correlazione con l’esposizione all’allergene e sulla ricerca delle IgE specifiche.

Fra i test più utilizzati spicca il prick test cutaneo, che consiste nel depositare una piccola goccia contenente l’allergene sulla pelle, che viene poi punta: in caso di allergia si potrà osservare in quella zona la comparsa di un’eruzione cutanea.

Il dosaggio delle IgE nel sangue può essere utile quando si sospetta l’allergia a una sostanza ma il prick test risulta negativo, quando non è possibile effettuarlo (per esempio perché non si può sospendere l’assunzione dell’antistaminico) o quando si vuole verificare l’allergia a un antigene per cui non sono disponibili test cutanei.

Trattamenti farmacologici per alleviare i sintomi delle allergie respiratorie

Il trattamento delle allergie è perlopiù sintomatico; a seconda dei casi possono essere indicati spray o gocce per il trattamento locale oppure rimedi da assumere per via orale.

Il trattamento con antistaminici e antinfiammatori (corticosteroidi) riesce a controllare efficacemente sia la rinite allergica, sia la congiuntivite associata alle allergie respiratorie.

Le crisi acute di asma allergico vengono invece affrontate con principi attivi che agiscono rapidamente, nell’arco di pochi minuti, come i broncodilatatori. Inoltre, l’asma allergico può prevedere trattamenti di base con farmaci (come i corticosteroidi inalatori e i broncodilatatori).

Questi trattamenti permettono di alleviare solo temporaneamente i sintomi, senza agire sulle loro cause, cosa che invece può fare l’immunoterapia allergenica (ITS, spesso definita nel linguaggio comune “vaccino antiallergico”), che consiste nella somministrazione di dosi via via più elevate dell’allergene tramite iniezioni sottocutanee o sotto forma di compresse o gocce sottolinguali per indurre il sistema immunitario a diventare nel tempo meno reattivo all’allergene.

Soluzioni non farmacologiche per il controllo delle allergie

Ai farmaci possono essere abbinati soluzioni non farmacologiche come i lavaggi nasali con soluzioni ipertoniche che, in caso di congestione nasale, possono migliorare la respirazione grazie all’azione decongestionante e fluidificante. Per una maggiore praticità e igiene possono essere utilizzati flaconcini monodose. Per svolgere correttamente i lavaggi è importante appoggiare l’erogatore alla narice, facendolo aderire perfettamente, e inclinare la testa in avanti.

In caso di sintomi di rinite possono essere utili anche dispositivi, in gocce o spray nasali, a base di resveratrolo, che favoriscono la fluidificazione delle secrezioni nasali e la loro rimozione.

L’importanza della prevenzione nelle allergie respiratorie

Il modo migliore per affrontare le allergie respiratorie resta però cercare di evitare il più possibile il contatto con l’allergene; infatti, è dimostrato che i sintomi possono essere ridotti significativamente riducendo la carica allergenica, cioè la quantità di allergeni presenti nell’ambiente.

Per esempio, evitare l’accumulo di polvere fra le mura domestiche consente la prevenzione delle allergie agli acari. Inoltre, l’esposizione agli allergeni può essere ridotta ripulendo quotidianamente le cavità nasali con i lavaggi con soluzione salina isotonica, anch’essa disponibile in pratici flaconcini monouso.

Quando consultare uno specialista per allergie respiratorie

Se si sospetta di soffrire di un’allergia respiratoria è bene parlarne con il proprio medico curante, che valuterà se prescrivere una visita specialistica per approfondire l’analisi dei sintomi e procedere, eventualmente, ad approfondimenti diagnostici come i test cutanei.

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È un dispositivo medico CE 0426. Leggere attentamente le avvertenze o le istruzioni per l’uso. Aut. Min. Sal. del 04/07/2025.
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